Anello dei Monti Volsini

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Gradoli, situata a 460 m di altitudine, si affaccia sul lato nord occidentale del Lago di Bolsena. Il suo territorio si estende per circa 3.570 ettari con 8 km di spiaggia.


La posizione collinare, il terreno calcareo-argilloso ricco di azoto e potassio permettono la coltivazione di pregiate varietà di vigneti ed uliveti selezionati, tanto da ricevere il riconoscimento del D.O.C. per l'aleatico. Un altro vitigno autoctono è il Greghetto. Si producono inoltre la Grappa di Aleatico e l'Olio extravergine di oliva.
I territori adiacenti alle sponde del lago favoriscono anche la coltivazione di cereali ed ortaggi, in particolare di patate, aglio, cipolle ed i famosi Fagioli del Purgatorio (fagiolo bianco, tondo e piccolo).
CENNI STORICI
Le ipotesi sulle origini di Gradoli sono legate alle diverse interpretazioni dell'etimologia del nome stesso che si configura come un derivato dal latino gradus "passo, gradino, scala", da cui viene dedotta l'origine romana. Alcuni storici pensano ad un'origine etrusca, mentre altri studiosi ritengono più probabile che la cittadina sia sorta nell'Alto Medioevo. Le prime notizie storiche certe risalgono all'anno 1113 quando Matilde di Canossa donò alla Chiesa tutti i suoi possedimenti, compreso Castrum Gradolarum. Per tutto il secolo XIII e parte del XIV Gradoli fu sotto il dominio sia della Santa Sede sia del Comune di Orvieto; poi passò ai Farnese.

Nel 1513 Papa Leone X conferì al Cardinale Alessandro ed a tutti i suoi discendenti la perpetua investitura dei Castelli di Gradoli e Canino. Il Cardinale fece abbattere la fatiscente rocca e al suo posto fece costruire il palazzo dall'architetto Antonio da Sangallo il Giovane.
Nel 1534 Alessandro Farnese venne eletto Papa con il nome di Paolo III e nel 1537 investì il figlio Pier Luigi della signoria della Contea di Ronciglione e del Ducato di Castro, di cui Gradoli faceva parte. Il dominio farnesiano terminò nel 1649, quando Innocenzo X Pamphili, distruggendo la città di Castro, capitale del Ducato, segnò la fine del periodo aureo di Gradoli, che tornò ad appartenere allo Stato Pontificio con autonomia amministrativa. Nel 1811 la cittadina fu occupata dalle milizie di Napoleone, nel 1870 passò al Regno d'Italia e nel 1927 entrò a far parte della provincia di Viterbo.


DA VISITARE
CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO
Edificio a navata rettangolare sormontato da una volta a capriate; sulla parete in fondo è conservato un affresco, di scuola senese della metà del XV sec., con il Cristo Crocifisso, la Vergine, S. Giovanni e Santa Maria Maddalena. Sulla destra è raffigurato San Michele Arcangelo e sulla sinistra è colloca- ta una tela con S. Giuseppe (XIX secolo).
PALAZZO FARNESE
Costruito tra il 1517 ed il 1526 dall'archi- tetto Antonio da Sangallo il Giovane, fu commissionato dal Cardinale Alessandro Farnese (futuro Papa Paolo III) come dono di nozze tra il figlio Pierluigi e Gerolama Orsini di Pitigliano.
Il palazzo fu di proprietà della famiglia Farnese fino al 1649, quando passò alla Ca- mera Apostolica.
Nel 1716 venne concesso in enfiteusi dal Papa Clemente XI alla Congregazione del- l’Oratorio di San Filippo Neri, che vi apportò numerose modifiche strutturali interne ed esterne. Nel 1849, espulsi i padri Filippini, fu devastato delle truppe francesi. Tornati i P.P. Filippini, nel 1878, a seguito di una petizione al Papa da parte del Canonico gradolese Giovan Battista Polverini, il palazzo Farnese divenne di proprietà dello stesso e del padre superiore Luigi Pescatori. Dopo tre anni di controversie la Chiesa lo acquistò di nuovo dal Polverini; nel 1923 passò ai gradolesi.
La costruzione a forma rettangolare e a pianta chiusa, si sviluppa su diversi livelli: un seminterrato con le cucine, la dispensa e il lavatoio da cui si accede percorrendo la cordonata, una scalinata tanto agile da essere transitata anche dalle cavalcature; un androne di ingresso, due piani nobili e due piani ammezzati. Al primo piano vi sono gli uffici comunali e la sala Ducale. Qui si possono ammirare decorazioni a grottesche recentemente restaurate. Nel soffitto, a cassettoni lignei dipinti, so- no raffigurate in piccoli riquadri deliziose scene votive e stemmi farnesiani.
MUSEO DEL COSTUME FARNESIANO
Inaugurato nel dicembre del 1998, il Museo del Costume Farnesiano occupa le sale del secondo piano nobile del palazzo Farnese e alcuni locali dal piano ammezzato sottostante.
Il museo, con l'ausilio di pannelli illustrativi, postazioni interattive, saletta video, ospita un'ampia collezione di riproduzioni di abiti nobiliari, popolari, ecclesiastici, abbigliamento intimo, accessori, armi ed armature che risalgono ad un periodo compreso tra il XV ed il XVII secolo. Tutti gli abiti riproducono fedelmente, attraverso stampe e pitture dell’epoca, il vestiario della famiglia Farnese.

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